Natura

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Martin Pescatore

Un luogo incontaminato

Arrivando in Basilicata è impossibile non scorgere l’imponente Monte Vulture, Vulcano spento da oltre 130 mila anni. Faggi, lecci, cerri, castagni, abeti, pini, olmi, noci, frammisti ad ontani, aceri e pioppi, costituiscono il bosco, che fanno del Vulture un vero e proprio polmone verde. Nelle bocche crateriche del vulcano ci sono due laghi, incorniciati dagli alberi, di forma diversa e comunicanti tra loro attraverso un canale sotterraneo.
Percorsi e sentieri consentono eccezionali escursioni di trekking e mountain Bike, mentre i due laghi offrono giornate di relax, fra pesca e birdwatching.

Monte Vulture

A quota 1326 m s.l.m  – questa l’altezza del Monte Vulture-  non si può arrivare, per la presenza di un’area militare invalicabile, ma si può ammirare lo stesso uno straordinario paesaggio che nei giorni di buona visibilità ci permette di vedere le cime del Gargano o del Massiccio del Gran Sasso. Durante il percorso si attraversano castagneti, querceti, faggete fino ad arrivare all’abetina di vetta. Si tratta di habitat straordinari ricchi di specie animali e vegetali durante tutte le stagioni. In alcuni siti è possibile vedere monumentali formazioni rocciose di origine vulcanica o le stratificazioni che si sono prodotte durante i circa 600.000 anni di attività del vulcano. Durante tutto il tragitto sono numerosissime le fontane e le terrazze dalle quali si possono osservare dall’alto i paesi vicini.

Il percorso a piedi nelle sue tappe:

1.     Partenza dalla ex SS167 nelle vicinanze della stazione della forestale di Monticchio, a quota 732 m   s.l.m.

2.     Prete della scimmia, 914 m s.l.m.

3.     Fontana dei faggi, 889 m s.l.m.

4.     Fontana dei piloni, 911 m s.l.m.

5.     Fontana dei giumentari, 992 m s.l.m.

6.     Femmina morta, 1.039 m s.l.m.

7.     Arrivo alla Solagna dei piloni, 1.250 m s.l.m.

Come arrivare:

La vetta può essere raggiunta a piedi partendo poco vicino all’Abbazia con un itinerario il cui inizio è segnalato da pannelli posti nelle vicinanze della Stazione della Forestale (ex SS167). Occorrono 2-3 ore per arrivare. È invece facilmente raggiungibile in automobile da Rionero in Vulture percorrendo Via Rigillo per poi, in prossimità del Cimitero, salire per Via Cima Monte Vulture. Dopo 7 chilometri si giunge in prossimità della Vecchia Funivia.

Parco Paleolitico – Atella

Nelle vicinanze del cimitero di Atella sono stati, infatti, rinvenuti dei reperti come frammenti di ossa lunghe e una lunga zanna, che testimoniano la presenza di insediamenti preistorici sul territorio. Di grande interesse è ciò che è emerso dalla ricostruzione storica: si attesta che probabilmente 650-550.000 anni fa questo posto fu abitato da gruppi di homo erectus che cacciavano animali quali il bisonte, l’elefante e altri ancora con armi costruite in pietra.

  • L’ingresso è gratuito, previa prenotazione ad uno dei seguenti numeri: Tel. 0972 716612 (Municipio) Cell. 333 7968732 (Pro Loco)

Parco urbano delle cantine- Sheshë – Barile

Superata la piazza della chiesa madre e la piazzetta di palazzo Caracciolo, inizia la discesa dello Sheshë, un ripido pendio che precipita verso l’omonimo ruscello e costituisce un contrafforte naturale del vulcano Vulture, originatosi dai sommovimenti tellurici e dalle colate laviche. La porosità delle rocce ha generato una grande quantità di cavità, alcune naturali e altre scavate, che dopo avere ospitato le prime comunità albanesi di Scutari sono diventate nei secoli il luogo ideale per la conservazione dei prodotti agricoli e dei vini. Nel 1964 Pier Paolo Pasolini scelse questa location per girare alcune scene del suo Vangelo secondo Matteo, il celbere film che fece molto discutere per l’uso di attori non professionisti scelti tra la popolazione locale e per l’interpretazione non dogmatica della cronaca evangelica

Riserva Naturale Regionale Lago Piccolo di Monticchio

La riserva naturalistica del Lago Piccolo fa parte del comune di Atella, ha un’estensione pari a 187 ettari ed è caratterizzata, per via del microclima, da una faggeta di bassa quota. Fu istituita nel 1971, con lo scopo principale di tutelare la Acanthobrahmaea (conosciuta anche con la denominazione di Brahmaea europaea), una rara farfalla notturna scoperta nei boschi di Monticchio dallo studioso altoatesino Federico Hartig nel 1963, che ne costituisce l’unica specie europea della famiglia delle Brahmaeidae. L’insetto giunge di rado presso i laghi, il suo habitat ideale è posto a quote più basse, dove la Foresta di Monticchio costeggia l’ Ofanto e la fiumara di Atella. La riserva ospita anche specie faunistiche come la lontra, il gatto selvatico, l’istrice, la puzzola, lo scoiattolo nero, il moscardino ed il quercino italico.

Cascate di San Fele

Il Torrente Bradano, attraversando il territorio del comune di San Fele, è costretto ad effettuare dei particolari salti di quota, dando origini alle numerose e caratteristiche Cascate di San Fele. le Cascate prendono il nome da “U uattenniere”, la trasposizione dialettale di ” Gualchiera”, macchina utilizzata in antichi opifici, costruiti a ridosso delle cascate proprio per sfruttare la forza dell’acqua che cadendo su pale di legno mettevano in movimento dei magli (martelli) che battevano la lana tessuta. Con questa lavorazione si rendeva il panno di lana più resistente, pronta per le successive lavorazioni. La potenza dell’acqua veniva impiegata anche per il funzionamento di antichi mulini,i cui resti ancora oggi presenti, testimoniano l’ingegno e la devozione al lavoro dei Sanfelesi. Oggi gran parte delle Cascate di San Fele sono state riportate al loro antico splendore e sono stati individuati e resi fruibili percorsi naturalistici.

Maggiori info, foto e video:

http://www.sanfele.net/wordpress/cascate-di-san-fele/

PER MAGGIORI INFORMAZIONI SU SAN FELE VISITA IL SITO

http://www.sanfele.net

Bosco di Bucito – Ruvo del Monte

Lungo i sentieri del lussureggiante bosco comunale di Bucito, costituito, soprattutto, da querce di alto fusto, è possibile fare trekking e respirare della buona aria e abbeverarsi alle fresche acque di sorgenti (“Fontanili”).Non di rado, capita anche di  imbattersi in qualche branco di cinghiali al pascolo che, in detta zona, hanno trovato il loro habitat naturale ed ammirare, nel contempo, il falco (animale tanto caro a Federico II) che volteggia imperioso nel cielo. Scendendo verso valle si raggiungono le ombrose sponde della Fiumara di Atella dove è possibile pescare dell’ottimo pesce. Nel cuore del bosco  trovasi anche la storica struttura del “Casone”, ove nel passato avvennero scontri tra briganti ed esercito piemontese. Ora è stata destinata a Centro di Educazione Ambientale regionale e data in gestione al WWF e LIPU.