Rionero in Vulture

VINO

  • D’Angelo  – Via Padre Pio 8 – dangelowine.com 
  • Società Agricola Colli Cerentino  – Via Giacomo Matteotti, 10,  –  collicerentino.it
  • Cantine del Notaio Via Roma, 159 – cantinedelnotaio.info
  • Cantine Di Palma 14/15, Zona Pip Lotti – cantinedipalmasrl.com
  • Cantina del Vulture Contrada S. Francesco –  aglianicodelvulture.eu
  • Casa Vinicola A. Martino Via Luigi la Vista, 2/a – martinovini.com
  • Cantine Terra dei Re  Via Monticchio S.S. 167 km 2,7 – terradeire.com

OLIO

  • Olivento di A. Larotonda & f.lli Via Cairoli Benedetto, 87 – olivento.com

ACQUA

  • Vecchio Cortile Osteria  – Via Luigi la Vista, 23
  • Taverna Paradiso di D. Colangelo Ristorante di cucina tradizionale  – Via Roma, 180
  • Villa Castellano Ristorante  – Strada 167 km 2,700
  • La Pergola Ristorante  – Via Luigi la Vista, 27/33,
  • Glamour Pizzeria piazzale Foggia
  • Caffè Giardino Pizzeria  – Via Giardini, 59
  • La Nuit Pizzeria   – Via Rigillo Michele, 3
  • Il Cantinone Osteria  – Via Forcella, 22
  • I Gemelli Ristorante  – Zona Artigianale
  • Cafè Noir Ristorante-Pizzeria  – Zona Artigianale
  • Al Ristoro Pizzeria –  Via Umberto I, 194
  • San Marco Hotel 3 stelle –  Via Fiera
  • Monte Vulture B&B  – Via Guglielmo Marconi 1
  • Casa Brenna B&B  – Via G. Matteotti, 6 – casabrenna.com
  • La Braida Agriturismo  – Ctr. Braida (vicino Fonti Del Vulture)
  • La Pergola Hotel 3 stelle  – Via Luigi la Vista, 27/33

Chiesa Madre

La Chiesa Madre, dedicata a San Marco Evangelista, fin dalla sua nascita nel 1695, è di patronato dell’Università di Rionigro. Essa, infatti, viene costruita communitatis expensis, in particolare, dalle famiglie più ricche, a ciascuna delle quali l’Università assegna la costruzione di un altare con sepoltura privata. L’impianto iniziale era a navata unica e transetto, con l’ingresso dall’attuale Cappella del Cuore di Gesù. Rifatta nel 1763, con facciata in stile barocco è stata ulteriormente rinnovata nel 1930. Fu ampliata nel 1700 in funzione di un notevole aumento della popolazione, a tre navate con pianta a croce latina. Quella centrale è coperta da un solaio piano in stucco a cassettoni, mentre le laterali hanno volte a tutto sesto, sottolineate da cornici in stucco; sul transetto s’innalza una cupola centrale con intradosso a cassettoni e due cupole laterali minori, tutte terminanti in una lanterna. L’estradosso delle cupole e della cuspide del campanile era coperto da piastrelle maiolicate gialle, verdi e azzurre che, nel 1947, vennero sostituite con lastre di piombo ed oggi riportate allo stato originario. L’edificio conserva l’antico campanile a pianta quadrata che termina ad ottagono con cuspide piramidale ed è affiancato dalla torre dell’orologio. L’interno custodisce intagli lignei del XVIII secolo e tre altari in marmi policromi e un organo intagliato e dorato con cantoria del 1751.

Chiesa del SS. Sacramento o Chiesa dei Morti

All’altezza della Fontana dei Morti, una strada in salita conduce all’edificio, già chiesa dei Morti. Essa sorge, nel luogo ove era situata l’antica chiesa di Santa Maria de’ Rivonigro, cuore del primitivo nucleo abitato scomparso nella prima metà del 1300. In origine l’edificio aveva una sola navata e nel 1794 venne ampliato con l’aggiunta di una navata laterale. Nel 1826 in sostituzione di quello piccolo preesistente la chiesa fu completata con un campanile a pianta quadrata. Il terremoto del 1851 fece crollare l’attuale navata del SS. Sacramento e, tra il 1857 ed il 1879, con la ricostruzione della stessa, la chiesa venne arricchita con altari dedicati al SS Sacramento, all’Addolorata, a San Francesco de Paola ed al Crocifisso. Nella Sacrestia è conservata una tela del XVI secolo, “la Madonna col Bambino e San Giovannino”di Luca Giordano. La facciata esterna è movimentata da lesene, cornicioni e cornici.

Chiesa di S. Antonio Abate

A nord dell’abitato si trova l’antica chiesetta di Sant’Antonio Abate, con la primitiva ossatura gotica. Le sue origini sono ignote, si presume essere stata edificata nella prima metà del XIII secolo, dai monaci Benedettini di Monticchio. L’interno, a una navata coperta da tre piccole campate, con volte affrescate con pitture semplici e figure di santi, termina con un arco ad ogiva sotto di cui si trova il tabernacolo della “Madonna del Carmine”, protettrice della città. Vi si conservano alcune buone tele del XVIII secolo. La costruzione mantiene lo schema gotico, anche dopo i restauri avuti dopo i terremoti degli anni 1316, 1651, 1851. All’esterno il portale della facciata è racchiuso da un’arcata con arco a sesto acuto e questa, divisa da un cornicione, è sormontata da una torre campanaria quadrangolare, in parte demolita. All’esterno una lapide ricorda l’incontro avvenuto in quel luogo, il 1° aprile del 1502 fra Ludovico d’Armagnac, duca di Nemours e Consalvo Fernandez di Cordova, supremi comandanti degli eserciti francese e spagnolo, per la spartizione del territorio italiano.

Museo del Brigantaggio

Il museo virtuale sul Brigantaggio e la mostra permanente “La parata dei Briganti” con l’ausilio di nuove tecnologie (touch scren, video, audio-guide) è divisa in sezioni e si sviluppa su due livelli: al piano terra nella sala d’ingresso coperta con volta a crociera è allocata la reception e una piccola biblioteca di volumi sul brigantaggio; a destra, nell’ex cella dei detenuti, la saletta proiezioni-convegno. Al primo piano il percorso museale comprende: Sala Briganti – ex cella per detenuti ammalati; Sala Brigantesse – ex cella per detenuti donne; Sala Crocco — ex cella per detenuti di piccoli reati.

Il Museo del Brigantaggio di Largo Mazzini a Rionero è visitabile gratuitamente nei seguenti orari:

Sabato dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 18.

Domenica dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 18.

Aperture infrasettimanali sono previste solo per gruppi di almeno 4 persone previa prenotazione telefonica allo 0972724284 o via mail (preferibile) all’indirizzo: prolocorionero@tiscali.it

Palazzo Giustino Fortunato

Il Palazzo, ubicato nella piazza principale del paese, oggi Piazza Giustino Fortunato, occupa una superficie di circa 4000 mq. compreso il cortile ed il giardino con un complesso di circa 50 stanze. Nel 1972 il Palazzo venne acquistato dall’Amministrazione Comunale e, nel 1975, divenne sede della Biblioteca comunale con i suoi circa 11.000 volumi del Fondo antico appartenuto alla famiglia Fortunato. Inoltre al suo interno è possibile visitare un Museo della Civiltà Contadina allestito nelle cantine del Palazzo; le Cucine del palazzo con una piccola Pinacoteca con quadri di autori locali, e dal  2004 è stato esposto al pubblico, in maniera permanente, l’archivio storicofotograficodella famiglia Fortunato comprendente 203 illustrazioni tra foto, pitture, cartoline, alcune delle quali con dedica al Fortunato da parte di noti personaggi del tempo. E infine dal 23 settembre 2004 è possibile visitare e consultare l’archivio storico comunale con delibere, ordinanze, manoscritti riguardanti la storia, la cultura, la vita della comunità rionerese.

Monte Vulture

A quota 1326 m s.l.m  – questa l’altezza del Monte Vulture-  non si può arrivare, per la presenza di un’area militare invalicabile, ma si può ammirare lo stesso uno straordinario paesaggio che nei giorni di buona visibilità ci permette di vedere le cime del Gargano o del Massiccio del Gran Sasso. Durante il percorso si attraversano castagneti, querceti, faggete fino ad arrivare all’abetina di vetta. Si tratta di habitat straordinari ricchi di specie animali e vegetali durante tutte le stagioni. In alcuni siti è possibile vedere monumentali formazioni rocciose di origine vulcanica o le stratificazioni che si sono prodotte durante i circa 600.000 anni di attività del vulcano. Durante tutto il tragitto sono numerosissime le fontane e le terrazze dalle quali si possono osservare dall’alto i paesi vicini.

Il percorso a piedi nelle sue tappe:

1.     Partenza dalla ex SS167 nelle vicinanze della stazione della forestale di Monticchio, a quota 732 m   s.l.m.

2.     Prete della scimmia, 914 m s.l.m.

3.     Fontana dei faggi, 889 m s.l.m.

4.     Fontana dei piloni, 911 m s.l.m.

5.     Fontana dei giumentari, 992 m s.l.m.

6.     Femmina morta, 1.039 m s.l.m.

7.     Arrivo alla Solagna dei piloni, 1.250 m s.l.m.

Come arrivare:

La vetta può essere raggiunta a piedi partendo poco vicino all’Abbazia con un itinerario il cui inizio è segnalato da pannelli posti nelle vicinanze della Stazione della Forestale (ex SS167). Occorrono 2-3 ore per arrivare. È invece facilmente raggiungibile in automobile da Rionero in Vulture percorrendo Via Rigillo per poi, in prossimità del Cimitero, salire per Via Cima Monte Vulture. Dopo 7 chilometri si giunge in prossimità della Vecchia Funivia.

 

Rionero in Vulture è una ridente cittadina posta su due collinette a sud-est del Vulture, che fa da sfondo al suo panorama. Ha un territorio interamente montuoso e collinare trovandosi sulle falde orientali del monte a 645 metri sul livello del mare. Il suo territorio si estende per 53,1 kmq ed i suoi abitanti, divisi tra il centro abito e le frazioni di Monticchio Bagni e Monticchio Sgarroni, sono circa 14.000. Le prime notizie storiche sul casale medioevale di Santa Maria di Rivonigro come feudo del Vescovo di Rapolla, appaiono in uno scritto del 1152 di mons. Alberto Mercanti, ma la sua storia è ben più antica se si considerano le tombe rinvenute in località S. Francesco, Cappella del Priore e Padulo, risalenti al IV secolo a. C., la villa romana in località Torre degli Embrici e i resti di un acquedotto romano sulla fiumara di Ripacandida nei pressi dell’abitato.Un’altra citazione compare in un documento angioino del 1277 che parla di “Universitas Rivinigri”. Abbandonata dai suoi abitanti nel 1325 per spostarsi nel feudo di Atella, a causa degli esosi gravami fiscali imposti sui pascoli, fu ripopolata nel 1533 da contadini discendenti da Albanesi Epiroti che cambiarono la denominazione del Casale in Arenigro. Nel 1648 appare fra le Università del Regno di Napoli. Fu quasi rasa al suolo dal terremoto del 1694, venne riedificata successivamente dai principi Caracciolo di Torella. Nel 1700, la popolazione crebbe fino a contare 9.000 abitanti, fino a divenire verso la fine del secolo, uno dei centri più importanti del Vulture, infatti tra il 1740 ed il 1800 furono costruiti i palazzi signorili dei Corona, Granata, Rotondo, Giannattasio, Catenacci, Fortunato e Catena che portarono ad una notevole trasformazione urbanistica. Nel 1811, per decreto di Gioacchino Murat, Rionero fu elevata a Comune autonomo. Nel 1860, la città fu al centro dei moti briganteschi; qui si organizzò una delle bande dei briganti comandata dal leggendario generale Carmine Crocco detto Donatelli, nativo di Rionero, il quale fece arruolare nella sua compagnia molti contadini, rendendo la resistenza antiunitaria, una ribellione di classe. Nel 1943, Rionero fu teatro di una feroce rappresaglia nazi-fascista: 16 rioneresi furono trucidati dai tedeschi in ritirata ed altri due morirono nell’assalto ai magazzini dei viveri. Una stele eretta sul luogo dell’eccidio ne ricorda la tragedia per la quale la città di Rionero ha ottenuto la Medaglia d’Argento al Merito Civile.