Rapone

MIELE

  • Gerardo Ciampa Apicoltura  – Via Aldo Moro 11

CARNE/SALUMI

  • Macelleria 2000 di R. Carnevale –  Via Garibaldi, 2
  • Locanda del Borgo Ristorante-Pizzeria-Camere-Bar  – Via Giuseppe Mazzini 9 – locandadelborgorapone.com
  • Hotel La Villa Hotel a 2 stelle –  Via Aldo Moro, 3
  • Valle Ofanto Agriturismo  – SS Ofantina, km 23 – valleofanto.com

Cappella del Calvario

La Cappellina del Calvario, costruita nel 1907,  alla periferia del paese, è di modeste dimensioni e custodisce le statuette dell’Addolorata e della Maddalena. Questa splendida cappella viene aperta al pubblico soltanto in occasione della processione del Venerdì Santo.

Cappella del Sacro Cuore

La Cappella del Sacro Cuore, collocata nella piazzetta di S. Pietro, dunque nel centro storico di Rapone, è stata costruita come cappella gentilizia dei Carbuti, una delle famiglie più nobili del paese.La chiesa presenta una particolarità, sul pavimento si trova una pietra con la scritta “Cimitero”, a testimonianza che un giorno vi seppellivano i defunti. Le ricorrenze che si celebrano in questa chiesa si concentrano soprattutto nel mese di giugno, mese dedicato al Cuore di Gesù.

Cappella di San Michele Arcangelo

La cappellina in cui si venera San Michele è situata nel bosco di Rapone, nella  ed è stata eretta per volontà dello stesso Santo. Si racconta, infatti, che durante la prima Guerra Mondiale, il Santo apparve in sogno a uno dei coniugi Pinto, che a quel tempo abitavano negli Stati Uniti, indicando quel luogo dove, una volta ritornati, fecero costruire la cappella.

Località Fratanorie (al bivio tra la strada Provinciale per il paese e quella per Ruvo del Monte)

Cappella di San Vito Martire

L’odierna Cappella di San Vito Martire venne inagurata nel 1925. La chiesa per la maggior parte è in pietra, infatti il portale e gli altari ne sono una testimonianza, mentre la volta è affrescata con l’immagine di San Vito. A seguito del terremoto del 23 Novembre 1980, la cappella subì notevolissimi danni, tanto che ne fu ordinata la demolizione. Gli abitanti di Rapone, compresi quelli emigrati, la Pro Loco cittadina e il Comune ne pagarono la ricostruzione.

Chiesa di Santa Maria ad Nives

Questa chiesa, che sul portale di ingresso riporta un’iscrizione datata 1815, dispone di un coro ligneo formato da due filari che si fronteggiano e che ospitano i membri della congregazione, mentre i tre stalli centrali presentano una sopraelevazione che serve per il priore ed i suoi assistenti.  Al suo interno è custodita una Madonna con Bambino in cartapesta ottocentesca e sempre dello stesso periodo è l’altare in pietra con intarsi in marmi policromi. La chiesa venne ristrutturata nel 1749, in seguito alla Santa Missione dei Redentoristi, ma è stata ritoccata anche recentemente a causa del terremoto del 1980.

Chiesa di Santa Maria dei Santi

Questa è la chiesa più antica di Rapone, infatti nacque come cenobio nel 1131. La certezza che la sua fondazione risale al XII secolo è data anche da una bolla di Innocenzo III dell’ 11 novembre 1200. Sotto l’osservanza della regola benedettina fu, successivamente, arricchita di lasciti e di privilegi; nel secolo seguente raggiunse il massimo splendore, ma dopo alcuni secoli di prosperità cominciò a decadere lentamente. A questa chiesa è legata una leggenda che corre spesso sulla bocca dei riponesi, infatti si racconta che, anticamente, i proprietari del fondo dove sorge la cappella, volendo trasformare la stessa in stalla, avessero incaricato alcune persone di trasferire di notte, la statua in paese. Dopo aver camminato per un po’ la statua divenne talmente pesante che non riuscirono più a sostenerla e tornarono indietro. Man mano che si avvicinavano alla cappellina, la statua diventava sempre più leggera. La processione, ancora oggi, giunge fino al punto in cui queste persone decisero di tornare indietro. La statua, attualmente, è collocata in una piccola nicchia nella parete laterale, alla sinistra del portale d’ingresso.

Chiesa Madre San Nicola di Bari

La chiesa, prima del terremoto del 23 novembre 1980, si presentava con tre navate di cui la centrale era definita da una controsoffittatura in legno a stucco, mentre le navate laterali erano coperte da volte a crociera e inoltre erano arricchite da numerosi altari di pregevole fattura, per quanto riguarda la muratura era in pietrame irregolare con rinforzi angolari di laterizio. Al centro del presbiterio era collocato l’altare maggiore in pietra, sovrastato, nell’abside, da una grande pala raffigurante S. Nicola Vescovo; antistante all’altare vi era una graziosa balaustra.

Rapone,ha seguito le alterne vicende della storia degli insediamenti dei Normanni prima e degli Angioini e degli Aragonesi poi. Nel catalogo dei Baroni ( XII sec.) Rapone compare tra i possedimenti di Gionata di Balvano Conte di Conza,figlio di Gilberto di Balvano finanziatore del Santuario di Pierno.Egli dà in concessione il feudo ad un suo vassallo ,Malumventre.In questo periodo il territorio gode di una situazione economica rilevante tanto da contribuire alla richiesta del Re con due militi e cioè quaranta once d’oro ,sulle trecentoventi pagate dall’intera vallata.
Ancora sotto il dominio degli Svevi,Rapone continuò ad essere una sicura realtà feudale infatti il suo nome compare ,insieme con quello del Casale di San Tommaso di Ruvo,,di Bella e di Pierno tra quelli incaricati da Federico II di provvedere alla riparazione del castello di San Fele.
Successivamente Rapone diventa proprietà dei Filangieri ,tolto a Gionata a causa della congiura da lui operata assieme ad altri signori contro il Re Guglielmo I detto ,il Malo per la sua crudeltà. Nel 1268,Rapone partecipò alla rivolta ghibellina in favore degli Svevi e contro gli Angioini.
Carlo I d’Angiò nel premiare i suoi seguaci, donò loro i numerosi feudi sottratti ai signori che si erano schierati con Manfredi così Rapone nel 1271 insieme a Rapolla,Cisterna e Pietrapalomba, passò a Herveo di Chevreuse signore della Contea di Conza.</p>
<p class=”giustificato”>Da questo momento incominciò in pratica il vero declino del feudo di Rapone nel quadro di una decadenza totale di tutta l’area interna dell’Ofanto ,perchè da allora pressione varie,abusi,violenze e sopraffazione fecero sì che non solo il feudo di Rapone,ma l’intera zona ,cadessero nel più grande squallore,aprendo la strada al banditismo e al brigantaggio.Tanto che re Carlo,preoccupato,si vide nella necessità di prendere seri provvedimenti contro i pericoli e l’insicurezza di questi luoghi,adottando la decisione di affidare a Giovanni Gaulart,signore di Rapone e di Armaterra e al fratello Rinaldo il controllo di queste campagne.
Col tipico sistema feudale dei secoli scorsi, Rapone passò in mano a vari signori,da Giovanni Pipino ai Sanseverino,da Carlo Ruffo a Pietro D’Alemagna , poi fù acquistato dai signori Carafa i quali lo vendettero ai D’Anna che lo governarono fino alla soppressione del regime feudale nel 1806