Barile

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Chiesa della Madonna di Costantinopoli

L’edificio religioso, addossato alla parete rocciosa, è riconducibile al XVII secolo e probabilmente costruito sopra una costruzione più antica in una grotta. Secondo la tradizione locale il culto della Madonna di Costantinopoli sarebbe stato importato dagli albanesi, secondo altri studiosi invece, il santuario potrebbe essere la chiesa di Sancte Marie de Barrilis citata in una bolla del XII secolo. Nel Santuario si venera un dipinto del XVII secolo, più volte restaurato, che raffigura la Vergine col Bambino. Alla protettrice della città è dedicata anche la Chiesa Madre dove si trova un dipinto bizantino del XV secolo che rappresenta la Madonna di Costantinopoli ed una tela del XVII secolo raffigurante la Madonna trafitta da sette pugnali.

Chiesa della Madonna delle Grazie

La chiesa madre, intitolata a S. Maria delle Grazie, viene edificata tra il XV e il XVI secolo, conserva un dipinto su tavola della fine del XV secolo raffigurante una Madonna con Bambino. Il 30 aprile 2013 è stata riaperta al culto dopo un’ opera di restauro durata circa 3 anni. Questa è la seconda inaugurazione dopo quella del 27 Ottobre 1883, a seguito del terremoto del 1851 che la distrusse completamente rendendola inattiva per diversi anni.

Chiesa di Sant’ Attanasio e San Rocco

La chiesa di Sant’Attanasio e San Rocco fu costruita probabilmente nel 1640, come risulta dal quadro addosso alla volta soprastante la volta maggiore. Fu costruita sotto la vigilanza del signor Raffaele Daniele, il più anziano della Confraternita. I terremoti del 1931 e del 1980 procurarono ulteriori danni alla struttura, più volte restaurata.All’interno della chiesa si conservano quattro dipinti del 1640 di scuola napoletana.

Chiesa di San Nicola e Fontana dello Steccato

La chiesa di San Nicola custodisce una tela, raffigurante l’annunciazione, del 1464 ed un altro dipinto del pittore Girolamo Bresciano del Seicento. Nella piazza della città si trova la fontana dello Steccato, costruita nel 1713.Il monumento raffigura tre teste con figure apotropaiche che, secondo la stessa etimologia, dovevano tenere lontane dalla fontana influenze magiche e maligne. Nella parte superiore è visibile uno stemma ove è scolpita la Madonna di Costantinopoli con il Bambinello.

Parco urbano delle cantine- Sheshë

Superata la piazza della chiesa madre e la piazzetta di palazzo Caraccioloinizia la discesa dello Sheshë, un ripido pendio che precipita verso l’omonimo ruscello e costituisce un contrafforte naturale del vulcano Vulture, originatosi dai sommovimenti tellurici e dalle colate laviche. La porosità delle rocce ha generato una grande quantità di cavità, alcune naturali e altre scavate, che dopo avere ospitato le prime comunità albanesi di Scutari sono diventate nei secoli il luogo ideale per la conservazione dei prodotti agricoli e dei vini. Nel 1964 Pier Paolo Pasolini scelse questa location per girare alcune scene del suo Vangelo secondo Matteo, il celbere film che fece molto discutere per l’uso di attori non professionisti scelti tra la popolazione locale e per l’interpretazione non dogmatica della cronaca evangelica

Barile (Barilli in arbëreshë), comune di 2.872 abitanti, sorge a 664 m s.l. su due colline tufacee separate da un burrone. E’ uno  dei paesi di origine greco-albanese della Basilicata, assieme a Ginestra,Maschito, San Costantino Albanese e San Paolo Albanese. Barile da oltre cinque secoli conserva l’uso corrente della Lingua arbëreshë e, assieme, la consapevolezza della propria identità etnica e culturale. Feudo prima dei Caracciolo e dopo dei Carafa, mantenne il rito greco-bizantino fino al XVII secolo. Non si conosce con esattezza l’origine del nome del comune. Alcuni ritengono che derivi da Barrale o Barelium, termine che indicava i dazi sui greggi. Altri credono che venga dai barili di legno, usati per conservare il famoso vino coltivato nella zona. A dimostrazione di ciò è il suo stemma, che illustra un barile fra due alberi d’abete e un grappolo d’uva. La zona di Barile fu popolata in tempi antichi da una colonia di greci, che però abbandonò in seguito il luogo. Dopo la caduta di Scutari nel 1477 e, dopo la caduta della fortezza di Corone, città albanese della Morea, nel 1532, la regione del Vulture venne popolata dalle ondate di gruppi di albanesi che fuggivano dalle invasioni turche. Questa è  ricordata nella storia delle colonie albanesi come la quinta migrazione e risale agli anni 1533-1534. La prima colonia greco-albanese, detti “Arbëreshë”, arrivò nella zona probabilmente nel 1477, la seconda intorno al 1534 e si stanziò sulla stessa collina scelta dagli Arbëreshe precedenti. La terza colonia giunse nel 1597 ed era composta da circa trenta famiglie di Coronei provenienti da Melfi, stanziatisi a Barile dopo numerose ostilità con la popolazione melfitana, mentre la quarta colonia arrivò all’incirca nel 1675, quella dei cosiddetti “Camiciotti”, per via della camicia nera che indossavano. Nell’anno 1664, la popolazione di Maida in Albania, dopo una ribellione ferocemente domata dai turchi, migrerà verso Barile già popolata da albanesi dando vita alla sesta migrazione. Nel 1861 il paese divenne parte integrante del brigantaggio lucano, avendo come personaggi di spicco Michele Volonnino e Caporal Teodoro, uomini fedeli a Carmine Crocco che si opposero al governo sabaudo di Vittorio Emanuele II che si era da poco insediato.