IL VULTURE

Il Vulture si colloca all’interno di un ampio territorio che si distende all’estremo nord della regione Basilicata, a sud del confine regionale segnato dal fiume Ofanto, dominato dall’austero profilo del massiccio del Monte Vulture (1326 m), vulcano non più attivo già da epoche protostoriche, ma che non può ancora, a rigore scientifico, definirsi “spento”. Essa occupa la parte nord-orientale della provincia di Potenza, all’intersezione del confine tra la Puglia e la Campania.

 La zona comprende i comuni di Atella, Barile, Ginestra, Melfi, Rapolla, Ripacandida, Rionero, Maschito, Venosa, Ruvo del Monte, Rapone e San Fele, alcuni dei quali di lingua albanese (Ginestra, Maschito, Barile). Anche se risulta un territorio non molto vasto, il Vulture mostra una grande varietà morfologica. La media montagna, situata a sud-ovest, è rappresentata dalla dorsale del “Monte Pierno – Santa Croce”, la vetta più elevata della zona con i suoi 1407 metri.

L’area vulcanica comprende il Monte Vulture, rilievo isolato a forma conica, esteso per circa 45.000 ettari e solcato da una serie di valloni. Alle pendici del Monte Vulture si trova un cratere che contiene i due laghi vulcanici di Monticchio. Le colline argillose sono composte da rilievi dalle forme sfumate, tra i 500 e gli 800 metri. Quest’area fa da snodo tra la media montagna e la fossa bradanica. Quest’ultima è costituita dall’ampio solco del Bradano, fatto di sedimenti sabbioso-argillosi del periodo Plio-Quaternario. Nei territori di Melfi e Lavello vi è un fondovalle alluvionale, che si raccorda gradualmente all’Ofanto e al Tavoliere delle Puglie.